Edificio residenziale – Milano, 2013

Progetto – Ricucitura di cortina edilizia
 
 
 
 

Il lotto rappresenta concretamente la frattura tra due epoche, sottolineando la diversità delle tecniche edilizie con un vuoto, solo in parte occupato da una piccola costruzione mono-piano addossata all’edificio L’omogeneità della morfologia edilizia del quartiere è raramente interrotta ed in quei rari casi ciò avviene mediante l’arretramento del fronte edificato rispetto al limite pubblico che, sebbene non ne interrompe la cortina, ne movimenta gli allineamenti.

Nel caso di specie, siamo in presenza di una “manca” nella cortina e di un disallineamento tra i due edifici ai bordi del lotto:
– a sinistra quello che confina è il corpo secondario di un edificio prospiciente la via Foppa
– a destra siamo in presenza della classica costruzione residenziale degli anni settanta con il primo piano fuori terra leggermente sotto la quota stradale che si raccorda a questa nell’arretramento di 5,00 metri dal fronte pubblico.

I due edifici di confine (la cui posizione ha determinato due fronti ciechi) morfologicamente si caratterizzano per la forte diversità costruttiva che ne rimarca l’epoca di realizzazione: al più recente, connotato da una uniformità di trattamento dei piani sostanzialmente definiti dai balconi lineari, che gli conferiscono una prevalente orizzontalita’, si contrappone la morfologia dell’altro edificio, definito da un complesso ed articolato trattamento della facciata.

L’edificio in progetto si pone a snodo del disallineamento dei fronti sia altimetrico che planimetrico, rispondendo alle indicazioni del PGT per quanto relativo a chiusura della cortina ed aderenza ai fronti cechi. Nell’ affrontare il progetto si è cercato quindi di individuare una proposta volumetrica e compositiva che si facesse carico di entrambi le
complicazioni morfologiche e costituisse l’elemento raccordo. Si è cercato di forzare la continuità dei linguaggi preesistenti ai lati dell’intervento (ritmicità delle finestre verticali a sinistra, orizzontalità dei balconi a destra) ripetendoli in due distinte porzioni dell’edificio che trovano soluzione morfologica nel gruppo scala che diviene elemento di “rammendo” compositivo.

La porzione di sinistra del fabbricato in progetto, realizzata a filo strada è totalmente rivestita di pietra, assume il ritmo delle finestre presenti nell’edificio attiguo come elemento caratterizzante ne infittisce la cadenza e si configura come la quinta di una preesistenza ipotetica. Dietro questa quinta si insinua l’altro edificio che, realizzato arretrato dal filo stradale, trova nelle lunghe e profonde logge (elemento di continuità con i balconi aggettanti esistenti dell’edificio alla sua destra) l’esasperazione della percezione di orizzontalità.
Questa porzione, diversamente dalla prima, è interamente rivestita con lastre di calcio-silicato color sabbia. Sia sul fronte stradale sia su quello prospiciente il cortile, si presenta con ampie finestrature e grandi balconi.
Tra i due, il corpo scale si configura come elemento cerniera e, architettonicamente, determina il “rammendo” tra la reinterpretazione dei due tessuti compositivi preesistenti.
In copertura, un insieme di locali tecnici e di attrezzature tecnologiche costituiscono il cappello dell’insieme del fabbricato sottolineato dalla tettoia di pannelli fotovoltaici.

Edificio su 7 piani fuori terra per un totale di 25 unità abitative, 3 piani interrati destinati a rimessa; SLP 1800mq circa