Cascina Martesana (MI) – in progettazione

Centro Culturale – Ristrutturazione e Nuova costruzione

L’intervento, si localizza in via Bertelli n. 44 a Milano, in un’area immersa nel verde del Parco della Martesana, affacciato sull’omonimo naviglio, detto anche naviglio Piccolo.

L’area che occupa Cascina Martesana è caratterizzata da strutture edilizie contigue, distribuite intorno ad una corte allungata, costruite con diverse tecnologie e diversi linguaggi architettonici.

Sono oggetto di intervento anche l’area  verde chiamata “Il giardino nascosto” ed  il corridoio adiacente che conduce all’ingresso del giardino.

“Cascina Martesana” è il nome di un’associazione culturale nata nel 2014 e rapidamente diventata un punto di riferimento per la città intera. I soci fondatori hanno interpretato questo spazio in maniera polifunzionale utilizzandolo come luogo di incontro, cultura, socializzazione e ristoro.

Il nome “Cascina Martesana” non si riferisce alla funzione originaria, l’area non fu mai propriamente utilizzata come cascina,  ma ne possiede alcuni caratteri, in particolare l’organizzata secondo la tipologia della corte allungata.

Cascina Martesana, dopo esser stata per lungo tempo un rudere situato nel Parco omonimo, è diventata un luogo d’incontro e aggregazione per i cittadini, una risorsa per il quartiere. Si trova di fianco al corso del Naviglio Martesana, lungo la più estesa via ciclo-pedonale del milanese e rappresenta un punto di ristoro per ciclisti, semplici passanti o turisti alle prese con la scoperta del Piccolo Naviglio.

All’inizio del  Novecento, in questa zona sorgeva una piscina all’aperto per soli uomini, chiamata «El bagnin de Gorla», ricavata da una vasca del Cavo Taverna, canale irriguo del naviglio Martesana, oggi parzialmente tombinato. Negli anni Settanta venne creato uno stabilimento di trancerie metalliche la cui attività durò fino agli anni Novanta. Successivamente l’area rimase abbandonata fino al 2013, quando venne avviato un importante lavoro di recupero dell’edificio che ormai si presentava come un rudere. Il lavoro di recupero intrapreso e tutt’ora in corso e ha come obiettivo quello di riqualificare una zona periferica restituendo alla cittadinanza  e alle realtà già attive un luogo d’incontro includente e partecipato.

Cascina Martesana incarna l’idea di uno spazio polifunzionale e si conferma come luogo di incontro, cultura, socializzazione, condivisione e ristoro. I progetti sviluppati all’interno della Cascina abbracciano attività dedicate alle arti e alla cultura (musica, teatro, fotografia…), al benessere e alla cura del corpo, alla sostenibilità ambientale e all’integrazione sociale.

La progettazione per il recupero dell’immobile, sviluppata nell’ottica della poliedricità e accoglienza, ha creato l’esigenza di intervenire architettonicamente assecondando tali funzioni, cercando di trovare un equilibrio nella distribuzione delle parti edificate e non, attraverso il completamento della corte.

Il risultato, dal punto di vista compositivo, è un aggregazione di diversi volumi intorno alla corte, ognuno con il proprio linguaggio. Il filo conduttore dell’intero progetto è proprio la diversità.

Gli edifici esistenti sono interessati da un’operazione di manutenzione straordinaria, consolidamento e sopraelevazione.

I nuovi volumi andranno ad occupare il sedime di quelli crollati, come detto con funzioni e caratteristiche proprie.

Il primo, dedicato alla presenza di persone, è in mattoni, stretto e lungo, su due piani e presenta tre ampi portali scanditi da pilastri a costituire delle logge.

Il secondo, sul lato opposto della corte, rivestito in lamiera ondulata ha un tetto monofalda pensato per l’impianto fotovoltaico. Ospiterà i bagni al piano terra, una loggia al primo piano e, al secondo piano, gli uffici gestionali della struttura.

Tra i due edifici, sul fondo, una scala in acciaio svolge la funzione di collegamento verticale per i piani di entrambi gli edifici, e, dal punto di vista compositivo, funge da ponte tra essi.

Nella porzione rimasta rimasta libera, e con affaccio sul parco, si trova un volume basso in intonaco tinteggiato giallo, con portoni basculanti e dedicato alla somministrazione. La copertura piana di questo edificio diviene una terrazza che mette in collegamento i due volumi d’angolo.

La “ciminiera”, realizzata in listelli di legnoricostruito, ospita l’ascensore che rende tutto il complesso privo di barriere architettoniche e facilmente visitabile, anche ai piani superiori, dai diversamente abili.